
lunedì 30 marzo 2009
Spirito elevato...

giovedì 26 marzo 2009
L'aquila Reale.

mercoledì 25 marzo 2009
Prometeo e la sua aquila...
Il Titano Prometeo, per aver rubato il fuoco agli dei e averlo recato agli uomini, fu fatto incatenare da Zues sulla cima del Caucaso e un'aquila, secondo quanto nella Teogonia racconta Esiodo, "gli rodeva il fegato immortale" che "gli cresceva durante la notte tanto, quanto durante il giorno intero ne divorava l'uccello".giovedì 19 marzo 2009
Aquile Senza Nido
Vivono veramente solo coloro che sanno sciogliersi dai legami del corpo, come da catene di un carcere. (Cicerone)
Ringrazio Mary.
martedì 17 marzo 2009
Rapimento dell'anima a Dio... Mito di Ganimede nella lirica.
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lunedì 16 marzo 2009
Il simbolo...per gli alchimisti...anche di anima...

sabato 14 marzo 2009
ROTA DELL'AQUILA...

Questa e una tavola divinatoria medievale per la predizione del futuro.
Sigismondo Fanti (XV-XVI secolo dati biografici incerti). Nato a Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, fu anche astronomo, astrologo, calligrafo e pare aver anticipato di circa 30 anni l’opera di Nostradamus (Saint Remy de Provence, Francia, 1503-1566). Genio illuminato, tanto da esser considerato da molti un nuovo Leonardo. Il libro Triompho di Fortuna nasce come un gioco: il cielo è il giocatore e noi le pedine. Ebbe grande diffusione nel Rinascimento e precedette l’opera di Nostradamus. Sigismondo Fanti fu il primo che affrontò il dilemma del futuro dell’umanità, sposando conoscenza ed immaginazione. Arrivò a formulare profezie e visioni interplanetarie fino alle più moderne realizzazioni tecnologiche e alla teoria dell’esistenza di altre forme di vita intelligenti che l’umanità incontrerà...Era membro d'una confraternita fuori dal tempo...
giovedì 12 marzo 2009
Salmo di Davide...

martedì 10 marzo 2009
Felicità

giovedì 26 febbraio 2009
Impero Romano.
L'Aquila fu simbolo dell'Impero Romano e stemma delle sue Legioni e Flotte. Ogni Legione possedeva la sua Aquila dorata posta in cima ad una asta nell'atto di stringere tra gli artigli strali o fulmini che con l'aquila simboleggiavano il potere militare. D'altronde, l'Aquila presso i romani era considerato uccello sacro, divino, messaggero di Giove.
mercoledì 25 febbraio 2009
Costellazioni scomparse: ANTINOO...(Animula Vagula Blandula)
Antinoo era il giovane amante dell'Imperatore Adriano (Animula Vagula Blandula, i versi più famosi dell'Imperatore), annegato in Egitto e divinizzato dopo la sua morte, tanto che una città venne intitolata a suo nome nel luogo dove il giovane morì: Antinopoli. La costellazione appare per la prima volta nel mappamondo di Gerardus Mercator nel 1551.
Antinoo portato dall'aquila.
La costellazione fu ordinata dall'Imperatore Adriano, il quale volle che il nome del suo amato, già riscattato in vita dalla condizione di schiavo, fosse impresso nel Cielo per l'Eternità.
Antinoo trasportato in volo dall'aquila (simbolo di Roma Imperiale), stretto nei suoi forti artigli, non deve essere confusa con la figura di Ganimede, che nella mitologia greca, viene rapito da un'aquila per ordine di Zeus.ANIMULA VAGULA BLANDULA
piccola anima smarrita e soave
compagna e ospite del corpo
ora t’appresti a scendere in luoghi incolori,
ardui e spogli
ove non avrai più gli svaghi consueti .
un istante ancora
guardiamo insieme le rive familiari
le cose che certamente non vedremo mai più…
cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…
Adriano
martedì 24 febbraio 2009
COSTELLAZIONE DELL'AQUILA.
La Costellazione dell'Aquila è una delle 48 Costellazioni indicate da Tolomeo, oggi le costellazioni ufficiali sono 88.
Si trova vicino all'Equatore Celeste. Ben osservabile fra giugno e novembre. Nell'emisfero Nord, soprattutto, nei mesi estivi.
Denominata anche Altair, in arabo Aquila, come la sua stella più luminosa, appunto, Altair, dodicesima stella del cielo per luminosità. Dista solo 17 anni luce dal nostro pianeta e se si trovasse al posto del Sole la sua luce sarebbe abbagliante, 10 volte più forte della nostra stella.
Costellazioni confinanti:
Freccia, Ercole, Ofiuco, Serpente, Scudo, Sagittario, Capricorno, Acquario, Delfino.
NEBULOSA DELL'AQUILA.

Costellazioni confinanti da Est in senso orario:lunedì 23 febbraio 2009
L'ala.
sabato 21 febbraio 2009
venerdì 20 febbraio 2009
L'Araba Fenice, simbolo della rinascita.
UCCELLO SACRO DAL MERAVIGLIOSO PIUMAGGIO E DALL'ASPETTO DI UN'AQUILA REALE, VIVEVA PER CINQUECENTO ANNI, ALLO SCADERE DEI QUALI SI COSTRUIVA UN NIDO A FORMA D'UOVO, COMPOSTO DA UN INTRECCIO DI RAMOSCELLI PROFUMATISSIMI: MIRTO, INCENSO, SANDALO, CEDRO, CANNELLA, MIRRA. QUINDI, IVI SI LASCIAVA MORIRE BRUCIATA DAI LEGNI INFUOCATI DAL SOLE, INCANTANDO COL SUO CANTO CHI AVEVA LA FORTUNA D'ASCOLTARLA. POI, DOPO AVER SPRIGIONATO CONSUMANDOSI UN INTENSO PROFUMO, DALLE SUE STESSE CENERI NASCEVA UNA LARVA CHE, SCALDATA DAL SOLE, CRESCEVA IN FRETTA, DIVENENDO UNA NUOVA SPLENDIDA ARABA FENICE.(Inferno XXIV, 107-111)
venerdì 13 febbraio 2009
Apprendimento del linguaggio dei simboli e magia...solo per pochi...

domenica 8 febbraio 2009
L'Aquila, simbolo della massima elevazione spirituale...

giovedì 5 febbraio 2009
Simbolismi religiosi dell'aquila: Cattolicesimo.

La Sacra Quadriga, il misterioso cocchio di Dio, condotto (visione di Ezechiele e ripresa dall'Apocalisse) da quattro esseri viventi che hanno sembianza: di un uomo, di un leone, di un bove e di un’aquila, rappresenta i quattro vangeli.
Quello di Matteo fu simboleggiato nell'uomo alato o angelo, perché il suo Vangelo inizia con l'elenco degli uomini antenati di Gesù Messia.
Quello di Marco fu simboleggiato nel leone, perché il suo Vangelo comincia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, popolato di bestie selvatiche.
Quello di Luca fu simboleggiato nel bove, perché il suo Vangelo comincia con la visione di Zaccaria nel tempio, luogo del sacrificio di animali come buoi e pecore.
Quello di Giovanni il Battista fu simboleggiato nell'aquila, l'occhio che fissa il sole, perché il suo Vangelo si apre con la contemplazione di Gesù/Dio: "In principio era il Verbo ed il Verbo era Dio..." (Gv 1,1).



