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lunedì 30 marzo 2009

Spirito elevato...


"Voi guardate in su, quando cercate elevazione.

E io guardo in basso, perché sono sopraelevato.

Chi di voi può insieme ridere ed essere elevato?

Chi sale sui monti più alti

ride di tutte le tragedie e tragicommedie".


Zarathustra, Del leggere e dello scrivere.

giovedì 26 marzo 2009

L'aquila Reale.


Vola nel mio libero corpo
un’aquila in un volo reale
dal profondo cielo in oro calante.
Il mio fantasma in teschio d'osso guarda immobile
quello che sogna accade
avvolto in un manto d’avvoltoio in pelle sciamanica
con i suoi occhi scintillanti di luce sensibilmente chiusi
in una collana di scintille in smeraldi
il mio essere selvaggio
ha gia avvistato la sua preda in basso.

(Vincenzo Capitanucci)

mercoledì 25 marzo 2009

Prometeo e la sua aquila...

Il Titano Prometeo, per aver rubato il fuoco agli dei e averlo recato agli uomini, fu fatto incatenare da Zues sulla cima del Caucaso e un'aquila, secondo quanto nella Teogonia racconta Esiodo, "gli rodeva il fegato immortale" che "gli cresceva durante la notte tanto, quanto durante il giorno intero ne divorava l'uccello".
Nel mito di Prometeo divorato per un tempo indeterminato dall'aquila, si manifesterebbe l'intuizione greca della connessione tra atto creativo e sofferenza. Prometeo ci appare un rappresentante del genere umano. E' la sua trasgressione che attiva l'invidia degli dei e l'invidia degli dei significa la sofferenza degli uomini. Certo, sembrerebbe consigliabile che gli uomini se ne stessero al di qua della trasgressione, ma se ciò accadesse essi non avrebbero il fuoco e sarebbero condannati all'oscurità dell'inconsapevolezza. Nella logica del mito, diversamente, solo costellando l'invidia divina si arriva al fuoco della creatività. Ciò significa che gli dei ci ascoltano là dove decidiamo di trasgredire. Del resto è proprio all'atto di trasgressione che va riferito il termine "Titani". Secondo quanto nella Teogonia racconta Esiodo, infatti, è Urano che li ha generati a chiamarli in questo modo perché "diceva che essi col tendere troppo avevano commesso un orribile fatto"...il tendere oltre misura suona appunto in greco titaìnein... L'uomo nasce a questa costellazione in cui al tendere troppo fa riscontro la sofferenza.

(Carotenuto)


...per uscire dall'oscurità bisogna tendere al di là: della nostra sofferenza, della nostra diversità e della nostra malattia.

giovedì 19 marzo 2009

Aquile Senza Nido





Vivono veramente solo coloro che sanno sciogliersi dai legami del corpo, come da catene di un carcere. (Cicerone)


Ringrazio Mary.

martedì 17 marzo 2009

Rapimento dell'anima a Dio... Mito di Ganimede nella lirica.


Ganymed

Nello splendore del mattino
come intorno a me tu ardi,
primavera, adorata!
Con mille estasi d'amore
preme sul mio cuore
il sentimento sacro
del tuo eterno calore,
bellezza infinita!

Potessi prenderti
fra queste braccia!

Ah, sul tuo seno
indugio, delirante,
e i tuoi fiori, la tua erba
fanno tumulto nel mio cuore.
Tu calmi l'ardente
sete del mio petto,
leggiadro vento mattutino!
Mi porti il tenero richiamo
dell'usignolo dalla valle di nebbia.

Vengo, vengo!
Dove? Ah, dove?

In alto! In alto sono attratto.
Volgono in giù le nuvole,
inclinano le nuvole
verso l'amore struggente.
A me! A me!
Nel vostro grembo
lassù!
Abbracciando, abbracciare!
In alto sul tuo petto
colmo d'amore, Padre!

(Goethe)

lunedì 16 marzo 2009

Il simbolo...per gli alchimisti...anche di anima...


Il simbolo dell'Aquila per Jung è polivalente. Infatti la regina degli uccelli acquisiva un significato differente se bianca o se nera. Essa incarnava l'allegoria dell'alta divinità, del fuoco celeste, del Sole, della nobiltà e dell'anima come parte dell'uomo appartenente a Dio. L'impiego del simbolismo dell'aquila fu quasi sempre nelle differenti civiltà indirizzato all'espressione di altitudine che cambiava quando, con un volo in picchiata, l'uccello si scaglia contro la preda. Le figure dell'aquila e del serpente furono la traduzione di tale dualismo. La duplice figura, Aquila Serpente, acquistò il significato del Cielo e la Terra, della lotta tra l'Angelo e il Demone, metafora del contrasto tra il bene e il male. In alchimia l'aquila fu lo spirito costretto nella materia bruta che si liberava solo dopo la fase di riscaldamento prolungato nel'athanor e si concretizzava nell'alto dell'alambicco. L'aquila bianca fu percepita come una proiezione maschile associabile al potere soprannaturale e il suo sangue nelle vecchie farmacopee era prescritto come un rinvigorente delle forze e unico mezzo per ridonare la fecondità delle donne sterili. Quando invece di essere bianca era ritratta nera o bruna, il suo significato cambiava totalmente divenendo un segno notturno, lunare, femminile.
(Dizionario di Alchimia)

sabato 14 marzo 2009

ROTA DELL'AQUILA...

ROTA DELL'AQUILA, Trionpho di Fortuna di Sigismondo Fanti, 1526

Questa e una tavola divinatoria medievale per la predizione del futuro.

Sigismondo Fanti (XV-XVI secolo dati biografici incerti). Nato a Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, fu anche astronomo, astrologo, calligrafo e pare aver anticipato di circa 30 anni l’opera di Nostradamus (Saint Remy de Provence, Francia, 1503-1566). Genio illuminato, tanto da esser considerato da molti un nuovo Leonardo. Il libro Triompho di Fortuna nasce come un gioco: il cielo è il giocatore e noi le pedine. Ebbe grande diffusione nel Rinascimento e precedette l’opera di Nostradamus. Sigismondo Fanti fu il primo che affrontò il dilemma del futuro dell’umanità, sposando conoscenza ed immaginazione. Arrivò a formulare profezie e visioni interplanetarie fino alle più moderne realizzazioni tecnologiche e alla teoria dell’esistenza di altre forme di vita intelligenti che l’umanità incontrerà...Era membro d'una confraternita fuori dal tempo...

giovedì 12 marzo 2009

Salmo di Davide...


Benedici il Signore anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo Nome.
Benedici il Signore anima mia;
non tenere in oblio nessuno dei suoi benefici.
Egli ha perdonato tutte le tue colpe,
ti ha guarito da ogni malattia;
ha strappato dalla fossa la tua vita;
della sua grazia e misericordia ti ha coronato;
ha saziato d'ogni bene la tua età;
s'è rinnovato come d'aquila il tuo vigore giovanile......

martedì 10 marzo 2009

Felicità


Invito dell'anima a sondare il buio è

il desiderio di Luce.

Attratti in un impervio cunicolo cosmico,

senza direzione certa né limiti di tempo,

incarniamo un divenire dal quale non c'è più ritorno.

E di cenere è cosparso il nostro capo, mentre

lacrime di sofferenza e di fatica purificano la vista.

E la tenebra, lentamente, dirada

liberando i pensieri, mentre le idee fluttuano

e, involati in noi stessi, di luci riflesse

s'illumina il camino verso la Felicità.

(Marina, marzo 2009)

giovedì 26 febbraio 2009

Impero Romano.

L'Aquila fu simbolo dell'Impero Romano e stemma delle sue Legioni e Flotte. Ogni Legione possedeva la sua Aquila dorata posta in cima ad una asta nell'atto di stringere tra gli artigli strali o fulmini che con l'aquila simboleggiavano il potere militare. D'altronde, l'Aquila presso i romani era considerato uccello sacro, divino, messaggero di Giove.

mercoledì 25 febbraio 2009

Costellazioni scomparse: ANTINOO...(Animula Vagula Blandula)

Le immagini che seguono sono tutte raffigurazioni di antiche costellazioni. La Costellazione che ci interessa, riferendosi al simbolo dell'Aquila, è Antinoo, in latino Antinous, situata vicino all'Equatore Celeste.Antinoo era il giovane amante dell'Imperatore Adriano (Animula Vagula Blandula, i versi più famosi dell'Imperatore), annegato in Egitto e divinizzato dopo la sua morte, tanto che una città venne intitolata a suo nome nel luogo dove il giovane morì: Antinopoli. La costellazione appare per la prima volta nel mappamondo di Gerardus Mercator nel 1551.

Antinoo portato dall'aquila.

La costellazione fu ordinata dall'Imperatore Adriano, il quale volle che il nome del suo amato, già riscattato in vita dalla condizione di schiavo, fosse impresso nel Cielo per l'Eternità.

Antinoo trasportato in volo dall'aquila (simbolo di Roma Imperiale), stretto nei suoi forti artigli, non deve essere confusa con la figura di Ganimede, che nella mitologia greca, viene rapito da un'aquila per ordine di Zeus.




ANIMULA VAGULA BLANDULA

piccola anima smarrita e soave
compagna e ospite del corpo
ora t’appresti a scendere in luoghi incolori,
ardui e spogli
ove non avrai più gli svaghi consueti .
un istante ancora
guardiamo insieme le rive familiari
le cose che certamente non vedremo mai più…
cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…
Adriano

martedì 24 febbraio 2009

COSTELLAZIONE DELL'AQUILA.

La Costellazione dell'Aquila è una delle 48 Costellazioni indicate da Tolomeo, oggi le costellazioni ufficiali sono 88.
Si trova vicino all'Equatore Celeste. Ben osservabile fra giugno e novembre. Nell'emisfero Nord, soprattutto, nei mesi estivi.

Denominata anche Altair, in arabo Aquila, come la sua stella più luminosa, appunto, Altair, dodicesima stella del cielo per luminosità. Dista solo 17 anni luce dal nostro pianeta e se si trovasse al posto del Sole la sua luce sarebbe abbagliante, 10 volte più forte della nostra stella.




Costellazioni confinanti:

Freccia, Ercole, Ofiuco, Serpente, Scudo, Sagittario, Capricorno, Acquario, Delfino.

NEBULOSA DELL'AQUILA.

Nebulosa dell'Aquila. Dista 7000 anni luce dalla Terra. Scoperta nel 1745 da Charles Messier.
Fa parte della Costellazione del Serpente. La Galassia di appartenenza è la Via Lattea. Visibile da Maggio a Settembre da entrambi gli emisferi.Costellazioni confinanti da Est in senso orario:
Corona Boreale, Boote, Vergine, Bilancia, Ofiuco, Ercole, Aquila, Ofiuco, Saggittario, Scudo.

lunedì 23 febbraio 2009

L'ala.

Meraviglioso particolare di ala caduta...ma cosa è un'ala staccata dal proprio corpo? E' solo uno strumento privato della sua funzione, solo un simbolo...che ricorda un po' l'oblio, la dimenticanza...

sabato 21 febbraio 2009

LA VERA COSCIENZA.


CHE LA TUA COSCIENZA POSSA ESSERE ISPIRATA,
NON PRECONFEZIONATA.

venerdì 20 febbraio 2009

L'Araba Fenice, simbolo della rinascita.

UCCELLO SACRO DAL MERAVIGLIOSO PIUMAGGIO E DALL'ASPETTO DI UN'AQUILA REALE, VIVEVA PER CINQUECENTO ANNI, ALLO SCADERE DEI QUALI SI COSTRUIVA UN NIDO A FORMA D'UOVO, COMPOSTO DA UN INTRECCIO DI RAMOSCELLI PROFUMATISSIMI: MIRTO, INCENSO, SANDALO, CEDRO, CANNELLA, MIRRA. QUINDI, IVI SI LASCIAVA MORIRE BRUCIATA DAI LEGNI INFUOCATI DAL SOLE, INCANTANDO COL SUO CANTO CHI AVEVA LA FORTUNA D'ASCOLTARLA. POI, DOPO AVER SPRIGIONATO CONSUMANDOSI UN INTENSO PROFUMO, DALLE SUE STESSE CENERI NASCEVA UNA LARVA CHE, SCALDATA DAL SOLE, CRESCEVA IN FRETTA, DIVENENDO UNA NUOVA SPLENDIDA ARABA FENICE.

che la fenice more e poi rinasce,
quando al cinquecentesimo appressa
erba né biada in sua vita non pasce,
ma sol d'incenso lacrima e d'amomo,
e nardo e mirra son l'ultime fasce.
(Inferno XXIV, 107-111)

venerdì 13 febbraio 2009

Apprendimento del linguaggio dei simboli e magia...solo per pochi...


"Noi scriviamo per gli INIZIABILI EFFETTIVI, la cui ambizione è quella d'iniziarsi DA SOLI ai misteri, dedicandosi al lavoro dello spirito che è indispensabile a questo scopo.
Ci si può istruire nelle cose profane ascoltando gli insegnanti: ma nell'Iniziazione è diverso. Il vero segreto rimane sempre incomunicabile: non può venire mormorato da una bocca a un orecchio. Per possederlo, bisogna arrivare ad assimilarlo spiritualmente, scoprendolo dentro noi stessi.
La scoperta avviene attraverso la mediazione dei simboli, che diventano eloquenti per il pensatore autonomo, il cui pensiero si ridesta alla vista muta delle cose, senza attendere lo stimolo della parola umana. Poiché il sapere viene inculcato, nelle scuole, con grande spreco di parole, noi siamo ormai disabituati a pensare. Le cose non ci dicono più nulla, e noi rimaniamo storditi davanti ad esse. Sappiamo leggere soltanto ciò che è scritto in caratteri alfabetici e non riusciamo più a discernere il significato di un'immagine: è il trionfo della lettera morta, vittoriosa sullo spirito. Per imparare a pensare, chiudiamo i nostri manuali e fuggiamo il rumore della parola.
Il silenzio istruisce il disepolo degli antichi saggi che si dedicarono a decifrare i geroglifici dell'ideografia naturale. Per loro, ogni forma diventava espressiva, e il disegno più semplice suggeriva visioni profonde."

(Oswald Wirth)

domenica 8 febbraio 2009

L'Aquila, simbolo della massima elevazione spirituale...


L'aquila, simbolo di elevazione spirituale, è quindi animale psicopompo che accompagna le anime verso la dimora celeste.

Già presente come simbolo spirituale nel contatto Cielo Terra nella civiltà Sumera, Greca e Romana, con la conversione di Costantino, l'aquila diventa il simbolo del trionfo del Cristianesimo sul Paganesimo.

E' interessante vedere come le credenze Orientali e Occidentali influenzino nell'imaginario individuale e collettivo il simbolismo legato all'aquila, rafforzandone, appunto, l'immagine di contatto tra Cielo e Terra: l'aquila che solca le altezze, uccello del sole, simbolo di luce e fuoco, messaggera di Zeus, uccello di Dio, nella sua evoluzione simbolica diventerà simbolo di forza interiore terrena che sconfina nella massima elevazione spirituale in Aquila Christus, ossia, il Redentore, il Risorto dal sepolcro, Glorioso e Vittorioso.

giovedì 5 febbraio 2009

Simbolismi religiosi dell'aquila: Cattolicesimo.


La Sacra Quadriga, il misterioso cocchio di Dio, condotto (visione di Ezechiele e ripresa dall'Apocalisse) da quattro esseri viventi che hanno sembianza: di un uomo, di un leone, di un bove e di un’aquila, rappresenta i quattro vangeli.

Quello di Matteo fu simboleggiato nell'uomo alato o angelo, perché il suo Vangelo inizia con l'elenco degli uomini antenati di Gesù Messia.
Quello di Marco fu simboleggiato nel leone, perché il suo Vangelo comincia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, popolato di bestie selvatiche.
Quello di Luca fu simboleggiato nel bove, perché il suo Vangelo comincia con la visione di Zaccaria nel tempio, luogo del sacrificio di animali come buoi e pecore.
Quello di Giovanni il Battista fu simboleggiato nell'aquila, l'occhio che fissa il sole, perché il suo Vangelo si apre con la contemplazione di Gesù/Dio: "In principio era il Verbo ed il Verbo era Dio..." (Gv 1,1).

domenica 11 gennaio 2009

Yggdrasill o Albero Cosmico. Mitologia celtica.


L'albero è attorniato da diversi animali, che lo proteggono, che ne traggono vita, o che lo minacciano. Sulla sommità sta un'aquila, e tra i suoi occhi un falco.