giovedì 30 aprile 2009

domenica 26 aprile 2009

Scienza e filosofia...verso l'Uno...

Dalla Fisica della Relatività alla Fisica dell'Assoluto... esiste un'Unica Dimensione...

La concezione neoplatonica dell'amore è quella che vede l'amore come un percorso dell'essere umano che può portarlo all'Assoluto.

venerdì 24 aprile 2009

Preghiera a Iside la dolce...

AIUTAMI A RITROVARE LE PARTI DISPERSE


O Regina del Cielo,
O Benedetta Iside
O Madre Celeste,
Tu che in ogni tempo sei Salvatrice
dell'umana specie
Tu che nella Tua grande generosità
Porgi aiuto ai mortali
Tu la cui bocca, Madre, sa pronunciare gli
incantesimi
Nutrimi,
Abbi cura di me e confortami.
Aiutami a ritrovare le parti disperse
della mia personalità spirituale,
come hai cercato e ritrovato le parti disperse
del Tuo Sposo Divino.
Sorreggimi nelle avversità
Proteggimi con il Tuo amore Benevolo
Guidami verso la Tua Luce
Tutto il Creato Ti venera e T'invoca
O Regina del Cielo
O Benedetta Iside
O Madre Celeste.
(Da Iside, Promessa di immortalità, di Ada Pavan Russo, ed. Coop. Librai)

mercoledì 22 aprile 2009

James Hillman video... La conoscenza si crea così come vengono creati i sogni?

"... Se vogliamo comprendere cosa conosce l'Anima dobbiamo fare riferimento alle Immagini dei Sogni?...
...La conoscenza non la conosciamo a meno che non la immaginiamo come un'alba che sorge dall'Inconscio...
...La conoscenza dell'Anima non è una conoscenza di dati di fatto ma uno stato dell'essere...la conoscenza ed il sapere si dissolvono all'interno della loro ombra...
...ho cercato dentro me stesso, ho fatto una ricerca dentro me stesso ed ho fatto domande a me stesso...
L'Anima così come la Natura desidera nascondersi...
...Noi non conosciamo la Psiche...e comunque la Psiche non pare essere disponibile al Logos...
...Sappiamo di non sapere ma vogliamo sapere...
...La conoscenza non viene concessa tanto facilmente...è un vivere senza sapere...
...Lo studio della Morte è il metodo fondamentale per comprendere l'Anima."

lunedì 20 aprile 2009

...più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare... vola da me... e se mi sognerai dal cielo cadrò.

...vagavo per i campi del Tennessee,

come vi ero arrivato chissà:

più veloci di aquile i miei sogni

attraversano il mare.


Sognami

il sogno è un appuntamento per noi...

...

...vola da me...

...cattura il vento in un veliero

e ritorna da me

che sogno solo questa mia nostalgia.

...solo noi che siamo atomi lontani

qualsiasi sogno che ti porti da me,

sognalo!




...e se mi sognerai dal cielo cadrò

e se domanderai da qui risponderò

e se tristezza e vuoto avrai da qui cancellerò...

....

...sognami sono nuvola

sono vento e nostalgia

sono dove vai...

...e se mi sognerai quel viso riavrò

...

sono il tempo che consola...

POST CORRELATI:

http://wwwlacontinentale.blogspot.com/

http://lapenisolaincantata.blogspot.com/2009/04/anima-mia.html

mercoledì 15 aprile 2009

...le penne dell'anima...


"Uno dei modi per venire a patti con queste forze è l'Immaginazione Attiva... / possiamo entrare in contatto e dialogare direttamente con le immagini divine. Questo approccio riconosce che Dio è veramente in noi. Non sull'Olimpo o nell'Alto dei Cieli, ma in noi. / Nella Filosofia Perenne di Aldous Huxley, studio riguardante i grandi mistici, viene riferito, basandosi sui loro scritti, che la presenza divina vene percepita con un'inconsueta sensazione di calore corporeo. / Una vivida esperienza della presenza. / La presenza del potere diventa come l'ago della bussola che orienta il cammino. Non ha niente a che vedere con l'altezzosità, perché le cose che riguardano questo potere sono solo le più elevate o le più semplici che si possano immaginare, ma ciò che le accomuna è che fanno venire i brividi... la pelle d'oca si manifesta in modi molto diversi: mi coglie del tutto di sorpresa... lo spuntare delle penne dell'anima..." (Liberamente tratto da IL CORPO E L'ANIMA, Kreinheder)

domenica 5 aprile 2009

Se avessi ali...

Se avessi le ali
porterei nei cuori un petalo d'amore
per arrivare nell'amore universale
quello che mette serenità,
agli affanni...

Io sono stanco solo di percepirli.
Ali di pace,
ali d'amore...

(Rosario Naddeo, 5 aprile 2009)

sabato 4 aprile 2009

Se avessi ali...


SE AVESSI ALI


Se avessi ali d'aliante

svanirei in un istante

inghiottita dal profondo

che circonda il mio mondo.


Se avessi ali di angelo

le regalerei a chi non sa sognare

per far loro ammirare

quanto bello sia sperare.


Se avessi ali di falco

inebriata di libertà

volerei lontano ad ammirare

il cielo che il mare bacia

e nell'invisibile sprofondare.


Se avessi ali di fata

volerei da te

e ti terrei le mani

ed insieme sognare

per l'eterno avverare.


(Calliope, 3 aprile 2009)

venerdì 3 aprile 2009

Se avessi ali...


E voi, amici miei, ditemi, cosa fareste se improvvisamente vi ritrovaste con un paio d'ali?
Io...
SE AVESSI ALI
Se avessi ali di gabbiano
giocherei con la spuma del mare
e il mio lido sarebbe là dove
il vento in volo mi possa cullare.
Se avessi ali di farfalla
cercherei un giardino segreto,
il mio letto sarebbe un fiore
e il mio riparo un petalo vellutato.
Se avessi ali di aquila
allora, sorvolerei la grande acqua
e costruirei il mio nido là dove
i sogni si lasciano svelare.
Ma se avessi ali di nuvola
allora, io sarei ovunque
e tornerei a dimorare là dove
l'anima mia possa rimetter piume...
...per ricominciare a volare
e, con nuove ali, ancora una volta,
tornare a sognare.
(Marina, 3 aprile 2009)

mercoledì 1 aprile 2009

ESOPO: L'aquila e lo scarabeo.

Un giorno oramai lontano, un’aquila inseguiva una lepre. La lepre, impaurita, rivolse le sue suppliche al solo essere che il caso le pose sott'occhio: uno scarabeo. Questo le fece animo e, quando vide avvicinarsi l’aquila, cominciò a pregarla di non portargli via la sua protetta. Ma quella, piena di disprezzo per il minuscolo insetto, si divorò la lepre sotto i suoi occhi.
Da allora, lo scarabeo, tenace nel suo rancore, non perdette più di vista i nidi dell’aquila. Così, appena questa deponeva le uova, lui aspettava che lei si allontanasse per salire al nido in volo, quindi, le faceva rotolare e le rompeva.
Un giorno, cacciata da ogni parte, l’aquila, uccello sacro a Zeus, si rifugiò presso il dio e lo scongiurò di trovarle un luogo sicuro per covare. Zeus le concedette di deporre le uova nel suo grembo. Ma quando lo Scarabeo se ne accorse, fece una pallottola di sterco, si levò a volo e, giunto sopra il grembo del dio, la lasciò cadere. Zeus, per levarsi di dosso lo sterco, s'alzò di scatto e, inavvertitamente, buttò a terra le uova, rompendole.

Da allora, si dice che: "Nella stagione in cui compaiono gli scarabei, le aquile non covano".

Questa favola insegna a non disprezzare nessuno, perché nessuno è tanto debole da non essere in grado, un giorno, di vendicarsi.

lunedì 30 marzo 2009

Spirito elevato...


"Voi guardate in su, quando cercate elevazione.

E io guardo in basso, perché sono sopraelevato.

Chi di voi può insieme ridere ed essere elevato?

Chi sale sui monti più alti

ride di tutte le tragedie e tragicommedie".


Zarathustra, Del leggere e dello scrivere.

sabato 28 marzo 2009

Impietoso Trilussa sulla natura umana...


L' INGEGNO

L'Aquila disse ar Gatto:
- Ormai so' celebre.
Cór nome e có la fama che ciò
io me ne frego der monno: tutti l'ommini
so' ammiratori de l'ingegno mio! -
Er Gatto je rispose:
- Nu' ne dubbito. Io, però,
che frequento la cucina,
te posso di' che l'Omo ammira l'Aquila,
ma in fonno preferisce la Gallina...

(Trilussa)

venerdì 27 marzo 2009

Un'aquila per amica...

LACRIME di COMMOZIONE

giovedì 26 marzo 2009

L'aquila Reale.


Vola nel mio libero corpo
un’aquila in un volo reale
dal profondo cielo in oro calante.
Il mio fantasma in teschio d'osso guarda immobile
quello che sogna accade
avvolto in un manto d’avvoltoio in pelle sciamanica
con i suoi occhi scintillanti di luce sensibilmente chiusi
in una collana di scintille in smeraldi
il mio essere selvaggio
ha gia avvistato la sua preda in basso.

(Vincenzo Capitanucci)

mercoledì 25 marzo 2009

Prometeo e la sua aquila...

Il Titano Prometeo, per aver rubato il fuoco agli dei e averlo recato agli uomini, fu fatto incatenare da Zues sulla cima del Caucaso e un'aquila, secondo quanto nella Teogonia racconta Esiodo, "gli rodeva il fegato immortale" che "gli cresceva durante la notte tanto, quanto durante il giorno intero ne divorava l'uccello".
Nel mito di Prometeo divorato per un tempo indeterminato dall'aquila, si manifesterebbe l'intuizione greca della connessione tra atto creativo e sofferenza. Prometeo ci appare un rappresentante del genere umano. E' la sua trasgressione che attiva l'invidia degli dei e l'invidia degli dei significa la sofferenza degli uomini. Certo, sembrerebbe consigliabile che gli uomini se ne stessero al di qua della trasgressione, ma se ciò accadesse essi non avrebbero il fuoco e sarebbero condannati all'oscurità dell'inconsapevolezza. Nella logica del mito, diversamente, solo costellando l'invidia divina si arriva al fuoco della creatività. Ciò significa che gli dei ci ascoltano là dove decidiamo di trasgredire. Del resto è proprio all'atto di trasgressione che va riferito il termine "Titani". Secondo quanto nella Teogonia racconta Esiodo, infatti, è Urano che li ha generati a chiamarli in questo modo perché "diceva che essi col tendere troppo avevano commesso un orribile fatto"...il tendere oltre misura suona appunto in greco titaìnein... L'uomo nasce a questa costellazione in cui al tendere troppo fa riscontro la sofferenza.

(Carotenuto)


...per uscire dall'oscurità bisogna tendere al di là: della nostra sofferenza, della nostra diversità e della nostra malattia.

lunedì 23 marzo 2009

RINASCITA...vita nuova.

L'UCCELLO di FUOCO

FORZA PER VIVERE...


Una domenica mattina, non molto tempo fa, a Cape Kennedy, in Florida, tre uomini entravano lentamente nella cabina di una strana navicella spaziale fissata ad un razzo gigante. Mentre il mondo intero guardava affascinato, cominciò il conto alla rovescia per la navicella Columbia.
Mai prima di allora una navicella spaziale era decollata dalla Terra, aveva orbitato intorno ad essa e poi vi era ritornata. Fu necessario un enorme quantitativo di energia per rendere possibile tale impresa.
Dopo il decollo iniziale, il Columbia raggiunse l'altitudine di 304 km, viaggiando intorno al globo a 27.458 km orari. In totale compì 113 orbite in 7 giorni; fu una delle più grandi dimostrazioni di potenza che il mondo avesse mai visto.
I giornalisti paragonarono la navicella ad un'aquila. Ma non era un'aquila. Era solo un grosso oggetto di metalo. Perciò, quando esaurì la sua energia cominciò a precipitare, divenne incandescente al rientro nell'atmosfera ed infine atterrò nel deserto della California. L'energia per lasciare la Terra e la sua capacità di rimanere sospesa nello spazio si devono esclusivamente all'intelligenza dell'uomo.
Le aquile, grazie alla loro abilità di trovare le termali, colonne di aria calda che s'innalzano dalla Terra, sono capaci di restare sospese per un periodo di tempo quasi illimitato, spesso senza neppure muovere le loro grandi ali. Il Columbia, non era un'aquila, ma una navicella spaziale, destinata perciò a ricadere sulla Terra.
L'unico modo per poter essere aquila è di nascere aquila o, se fosse possibile, di rinascere come tale.
Tutti noi abbiamo lo stesso problema della navicella. Abbiamo una certa quantità di energia naturale, ma non ne abbiamo abbastanza per farcela fino alla fine. Alcune persone cominciano bene; decollano, m prima o poi ricadono al suolo. Molte non decollano neanche dalla piattaforma di lancio: si limitano a restare sedute, facendo solo, di tanto in tanto, qualche tentativo di alzarsi. Talvolta, non si ha neanche la forza necessaria per farlo e, al primo venticello contrario, si cade nella polvere, dimenticati da tutti, come se non si fosse mai esistiti, come se non si fosse stati mai "su una piattaforma di lancio".
Ho ascoltato interviste di persone veramente importanti e famose, le cui vite sono talmente coronate di successi da poter essere paragonate al volo di un'aquila che si libra verso l'alto, e tutti loro affermano umilmente la stessa cosa, la sorgente di energia che li tiene in alto è una sola: DIO!
Proprio così, essi hanno affermato, concordemente, di aver attinto la propria forza per vivere da un rapporto personale con Dio, a differenza della navicella Columbia che fu messa in orbita dagli sforzi dell'uomo.
Tutte queste persone hanno affermato di aver anche loro, più o meno in buona fede, tentato di vivere con i propri sforzi, ma solo quando si sono rivolti al Signore ed hanno pronunciato la formula magica: "Sia fatta in me la Tua volontà", hanno cominciato a volare!
..e Dio, naturalmente, non vuole occuparsi solamente dei personaggi famosi. Dio è per tutti. Egli ama chi è senza aiuto: gli alcolizzati, i tossicomani, coloro che hanno perso ogni forza e cadono da un vuoto all'altro nello spazio, coloro che sono destinati a cadere e ad essere sfasciati (a meno che non si brucino prima del rientro). Egli ama il disoccupato, la moglie adultera, il giovane senza amici, l'uomo d'affari fallito.
Egli ama te e, se ti lascerai guidare, non solo ti dirigerà sulla via giusta, ma ti darà anche la FORZA PER VIVERE.
"Vi ho portato su ali di quile e vi ho condotto a me" Esodo

venerdì 20 marzo 2009

Pensieri perfetti...




"Noi siamo vissuti dai poteri che vogliamo far credere di capire"

(Auden)

Buon viaggio...


...lo so è stato bello respirare quell'aria pura.

giovedì 19 marzo 2009

...matrix...

Percepiamo solo il 5% di quanto ci circonda...


888888888888888888888888888888888888888888888888888888888888888888

Aquile Senza Nido





Vivono veramente solo coloro che sanno sciogliersi dai legami del corpo, come da catene di un carcere. (Cicerone)


Ringrazio Mary.

martedì 17 marzo 2009

Rapimento dell'anima a Dio... Mito di Ganimede nella lirica.


Ganymed

Nello splendore del mattino
come intorno a me tu ardi,
primavera, adorata!
Con mille estasi d'amore
preme sul mio cuore
il sentimento sacro
del tuo eterno calore,
bellezza infinita!

Potessi prenderti
fra queste braccia!

Ah, sul tuo seno
indugio, delirante,
e i tuoi fiori, la tua erba
fanno tumulto nel mio cuore.
Tu calmi l'ardente
sete del mio petto,
leggiadro vento mattutino!
Mi porti il tenero richiamo
dell'usignolo dalla valle di nebbia.

Vengo, vengo!
Dove? Ah, dove?

In alto! In alto sono attratto.
Volgono in giù le nuvole,
inclinano le nuvole
verso l'amore struggente.
A me! A me!
Nel vostro grembo
lassù!
Abbracciando, abbracciare!
In alto sul tuo petto
colmo d'amore, Padre!

(Goethe)

lunedì 16 marzo 2009

Il simbolo...per gli alchimisti...anche di anima...


Il simbolo dell'Aquila per Jung è polivalente. Infatti la regina degli uccelli acquisiva un significato differente se bianca o se nera. Essa incarnava l'allegoria dell'alta divinità, del fuoco celeste, del Sole, della nobiltà e dell'anima come parte dell'uomo appartenente a Dio. L'impiego del simbolismo dell'aquila fu quasi sempre nelle differenti civiltà indirizzato all'espressione di altitudine che cambiava quando, con un volo in picchiata, l'uccello si scaglia contro la preda. Le figure dell'aquila e del serpente furono la traduzione di tale dualismo. La duplice figura, Aquila Serpente, acquistò il significato del Cielo e la Terra, della lotta tra l'Angelo e il Demone, metafora del contrasto tra il bene e il male. In alchimia l'aquila fu lo spirito costretto nella materia bruta che si liberava solo dopo la fase di riscaldamento prolungato nel'athanor e si concretizzava nell'alto dell'alambicco. L'aquila bianca fu percepita come una proiezione maschile associabile al potere soprannaturale e il suo sangue nelle vecchie farmacopee era prescritto come un rinvigorente delle forze e unico mezzo per ridonare la fecondità delle donne sterili. Quando invece di essere bianca era ritratta nera o bruna, il suo significato cambiava totalmente divenendo un segno notturno, lunare, femminile.
(Dizionario di Alchimia)

sabato 14 marzo 2009

ROTA DELL'AQUILA...

ROTA DELL'AQUILA, Trionpho di Fortuna di Sigismondo Fanti, 1526

Questa e una tavola divinatoria medievale per la predizione del futuro.

Sigismondo Fanti (XV-XVI secolo dati biografici incerti). Nato a Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, fu anche astronomo, astrologo, calligrafo e pare aver anticipato di circa 30 anni l’opera di Nostradamus (Saint Remy de Provence, Francia, 1503-1566). Genio illuminato, tanto da esser considerato da molti un nuovo Leonardo. Il libro Triompho di Fortuna nasce come un gioco: il cielo è il giocatore e noi le pedine. Ebbe grande diffusione nel Rinascimento e precedette l’opera di Nostradamus. Sigismondo Fanti fu il primo che affrontò il dilemma del futuro dell’umanità, sposando conoscenza ed immaginazione. Arrivò a formulare profezie e visioni interplanetarie fino alle più moderne realizzazioni tecnologiche e alla teoria dell’esistenza di altre forme di vita intelligenti che l’umanità incontrerà...Era membro d'una confraternita fuori dal tempo...

giovedì 12 marzo 2009

Salmo di Davide...


Benedici il Signore anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo Nome.
Benedici il Signore anima mia;
non tenere in oblio nessuno dei suoi benefici.
Egli ha perdonato tutte le tue colpe,
ti ha guarito da ogni malattia;
ha strappato dalla fossa la tua vita;
della sua grazia e misericordia ti ha coronato;
ha saziato d'ogni bene la tua età;
s'è rinnovato come d'aquila il tuo vigore giovanile......

martedì 10 marzo 2009

Felicità


Invito dell'anima a sondare il buio è

il desiderio di Luce.

Attratti in un impervio cunicolo cosmico,

senza direzione certa né limiti di tempo,

incarniamo un divenire dal quale non c'è più ritorno.

E di cenere è cosparso il nostro capo, mentre

lacrime di sofferenza e di fatica purificano la vista.

E la tenebra, lentamente, dirada

liberando i pensieri, mentre le idee fluttuano

e, involati in noi stessi, di luci riflesse

s'illumina il camino verso la Felicità.

(Marina, marzo 2009)

lunedì 9 marzo 2009

Immagini riflesse...


sabato 7 marzo 2009

Marzo: il mese della danza d'amore.


Ecco è arrivato il mese dell'amore.

Vieni anima mia, voliamo insieme,

liberi noi nel cielo infinito.

Siamo spiriti che anelano all'Uno:

danziamo il nostro eterno amore.



venerdì 6 marzo 2009

TRILUSSA.


L'AQUILA

L'ommini so' le bestie più ambizziose,
disse l'Aquila all'Omo - e tu lo sai:
ma viettene per aria e poi vedrai
come s'impiccolischeno le cose.
Le ville, li palazzi e li castelli
da lassù sai che so'? So' giocarelli.
L'ommini stessi, o principi o scopini,
da lassù sai che so'? Tanti puntini!
Da quel'artezza nun distingui mica
er pezzo grosso che se dà importanza:
puro un Sovrano, visto in lontananza,
diventa ciuco come una formica.
Vedi quela gran folla aridunata
davanti a quer tribbuno che se sfiata?
È un comizzio, lo so: ma da lontano
so' quattro gatti intorno a un ciarlatano.

giovedì 5 marzo 2009

L'aquila sorride al giorno che cammina...


George, illuminato dal sentire

Abita il mago la casa sull’altopiano
George col falso amore della gioventù
Spalanca labbra colorate al nudo uragano
Promette alla valle d’essere generoso
E dipinge nel cielo una fiaba di luce
Il gabbiano intanto canta la sua storia
Ritrovando nel passato il dolore e la tristezza
Il fiume gli riporta il raggio disperso
E la pietra invoca a suo nome la pace
Il fuoco sorride all’ombra del pensiero
Il gioco stimola una moribonda fantasia
George abbraccia il sogno del vero dio
Sedendo sul trono accanto al ragno
Stringe nella mano una quercia felice
Ed entra nel magico segno del perdono
Un volto tutto nuovo regna ora nel battito
L’aquila sorride al giorno che cammina
La stolta strada si sposta e fugge via
George ammira placido le stanze del sudore
Calpesta l’orrido profumo del vincitore
Con un solo sguardo uccide l’aspide del canto
Divorando bocche fameliche col cervello
Il bacio arriva improvviso e tenero
Mentre già pensavo d’essere senza vita
Muove allora una mano incerta verso l’estate
Sfiora il viso illuminato dal sentire
E senza chiedere per sé nient’altro che amore
Stringe al petto triste il ritrovato sole

(Poeta anonimo molisano)