Un giorno oramai lontano, un’aquila inseguiva una lepre. La lepre, impaurita, rivolse le sue suppliche al solo essere che il caso le pose sott'occhio: uno scarabeo. Questo le fece animo e, quando vide avvicinarsi l’aquila, cominciò a pregarla di non portargli via la sua protetta. Ma quella, piena di disprezzo per il minuscolo insetto, si divorò la lepre sotto i suoi occhi. mercoledì 1 aprile 2009
ESOPO: L'aquila e lo scarabeo.
Un giorno oramai lontano, un’aquila inseguiva una lepre. La lepre, impaurita, rivolse le sue suppliche al solo essere che il caso le pose sott'occhio: uno scarabeo. Questo le fece animo e, quando vide avvicinarsi l’aquila, cominciò a pregarla di non portargli via la sua protetta. Ma quella, piena di disprezzo per il minuscolo insetto, si divorò la lepre sotto i suoi occhi. lunedì 30 marzo 2009
Spirito elevato...

sabato 28 marzo 2009
Impietoso Trilussa sulla natura umana...

L'Aquila disse ar Gatto:
- Ormai so' celebre.
Cór nome e có la fama che ciò
io me ne frego der monno: tutti l'ommini
so' ammiratori de l'ingegno mio! -
Er Gatto je rispose:
- Nu' ne dubbito. Io, però,
che frequento la cucina,
te posso di' che l'Omo ammira l'Aquila,
ma in fonno preferisce la Gallina...
venerdì 27 marzo 2009
giovedì 26 marzo 2009
L'aquila Reale.

mercoledì 25 marzo 2009
Prometeo e la sua aquila...
Il Titano Prometeo, per aver rubato il fuoco agli dei e averlo recato agli uomini, fu fatto incatenare da Zues sulla cima del Caucaso e un'aquila, secondo quanto nella Teogonia racconta Esiodo, "gli rodeva il fegato immortale" che "gli cresceva durante la notte tanto, quanto durante il giorno intero ne divorava l'uccello".lunedì 23 marzo 2009
FORZA PER VIVERE...

venerdì 20 marzo 2009
Pensieri perfetti...
"Noi siamo vissuti dai poteri che vogliamo far credere di capire"
(Auden)
Buon viaggio...
...lo so è stato bello respirare quell'aria pura.
giovedì 19 marzo 2009
...matrix...
Aquile Senza Nido
Vivono veramente solo coloro che sanno sciogliersi dai legami del corpo, come da catene di un carcere. (Cicerone)
Ringrazio Mary.
martedì 17 marzo 2009
Rapimento dell'anima a Dio... Mito di Ganimede nella lirica.
_-_Ratto_di_Ganimede.jpg)
lunedì 16 marzo 2009
Il simbolo...per gli alchimisti...anche di anima...

sabato 14 marzo 2009
ROTA DELL'AQUILA...

Questa e una tavola divinatoria medievale per la predizione del futuro.
Sigismondo Fanti (XV-XVI secolo dati biografici incerti). Nato a Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, fu anche astronomo, astrologo, calligrafo e pare aver anticipato di circa 30 anni l’opera di Nostradamus (Saint Remy de Provence, Francia, 1503-1566). Genio illuminato, tanto da esser considerato da molti un nuovo Leonardo. Il libro Triompho di Fortuna nasce come un gioco: il cielo è il giocatore e noi le pedine. Ebbe grande diffusione nel Rinascimento e precedette l’opera di Nostradamus. Sigismondo Fanti fu il primo che affrontò il dilemma del futuro dell’umanità, sposando conoscenza ed immaginazione. Arrivò a formulare profezie e visioni interplanetarie fino alle più moderne realizzazioni tecnologiche e alla teoria dell’esistenza di altre forme di vita intelligenti che l’umanità incontrerà...Era membro d'una confraternita fuori dal tempo...
giovedì 12 marzo 2009
Salmo di Davide...

martedì 10 marzo 2009
Felicità

lunedì 9 marzo 2009
sabato 7 marzo 2009
Marzo: il mese della danza d'amore.
venerdì 6 marzo 2009
TRILUSSA.

disse l'Aquila all'Omo - e tu lo sai:
ma viettene per aria e poi vedrai
come s'impiccolischeno le cose.
Le ville, li palazzi e li castelli
da lassù sai che so'? So' giocarelli.
L'ommini stessi, o principi o scopini,
da lassù sai che so'? Tanti puntini!
Da quel'artezza nun distingui mica
er pezzo grosso che se dà importanza:
puro un Sovrano, visto in lontananza,
diventa ciuco come una formica.
Vedi quela gran folla aridunata
davanti a quer tribbuno che se sfiata?
È un comizzio, lo so: ma da lontano
so' quattro gatti intorno a un ciarlatano.
giovedì 5 marzo 2009
L'aquila sorride al giorno che cammina...

George col falso amore della gioventù
Spalanca labbra colorate al nudo uragano
Promette alla valle d’essere generoso
E dipinge nel cielo una fiaba di luce
Il gabbiano intanto canta la sua storia
Ritrovando nel passato il dolore e la tristezza
E la pietra invoca a suo nome la pace
Il fuoco sorride all’ombra del pensiero
Il gioco stimola una moribonda fantasia
George abbraccia il sogno del vero dio
Sedendo sul trono accanto al ragno
Stringe nella mano una quercia felice
Ed entra nel magico segno del perdono
Un volto tutto nuovo regna ora nel battito
L’aquila sorride al giorno che cammina
La stolta strada si sposta e fugge via
George ammira placido le stanze del sudore
Calpesta l’orrido profumo del vincitore
Con un solo sguardo uccide l’aspide del canto
Divorando bocche fameliche col cervello
Il bacio arriva improvviso e tenero
Mentre già pensavo d’essere senza vita
Muove allora una mano incerta verso l’estate
Sfiora il viso illuminato dal sentire
E senza chiedere per sé nient’altro che amore
Stringe al petto triste il ritrovato sole
venerdì 27 febbraio 2009
Luce ed Ombra.
"...ed il silenzio mi costringe all’ascolto di me stessa e, poiché il mondo interiore non tace mai, a volte in caduta libera, a volte volando, io mi attraverso, nei pensieri, nei sentimenti, nelle sensazioni e nelle emozioni…ed ho scoperto che i miei vissuti sono spesso controversi. Sento l’amore ma provo anche la rabbia, mi viene spontaneo di aiutare e poi mi sembra che mi stiano buggerando, voglio fidarmi ma subito s’insinua in me il sospetto. Mi sorge allora il dubbio e mi domando:Ma insomma chi sono veramente io? Forse, quel che doniamo agli altri, in termini di amore, di fiducia e quant’altro, rappresenta ciò che noi vorremo, invece, ricevere?"
giovedì 26 febbraio 2009
Impero Romano.
L'Aquila fu simbolo dell'Impero Romano e stemma delle sue Legioni e Flotte. Ogni Legione possedeva la sua Aquila dorata posta in cima ad una asta nell'atto di stringere tra gli artigli strali o fulmini che con l'aquila simboleggiavano il potere militare. D'altronde, l'Aquila presso i romani era considerato uccello sacro, divino, messaggero di Giove.
mercoledì 25 febbraio 2009
Costellazioni scomparse: ANTINOO...(Animula Vagula Blandula)
Antinoo era il giovane amante dell'Imperatore Adriano (Animula Vagula Blandula, i versi più famosi dell'Imperatore), annegato in Egitto e divinizzato dopo la sua morte, tanto che una città venne intitolata a suo nome nel luogo dove il giovane morì: Antinopoli. La costellazione appare per la prima volta nel mappamondo di Gerardus Mercator nel 1551.
Antinoo portato dall'aquila.
La costellazione fu ordinata dall'Imperatore Adriano, il quale volle che il nome del suo amato, già riscattato in vita dalla condizione di schiavo, fosse impresso nel Cielo per l'Eternità.
Antinoo trasportato in volo dall'aquila (simbolo di Roma Imperiale), stretto nei suoi forti artigli, non deve essere confusa con la figura di Ganimede, che nella mitologia greca, viene rapito da un'aquila per ordine di Zeus.ANIMULA VAGULA BLANDULA
piccola anima smarrita e soave
compagna e ospite del corpo
ora t’appresti a scendere in luoghi incolori,
ardui e spogli
ove non avrai più gli svaghi consueti .
un istante ancora
guardiamo insieme le rive familiari
le cose che certamente non vedremo mai più…
cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…
Adriano
martedì 24 febbraio 2009
COSTELLAZIONE DELL'AQUILA.
La Costellazione dell'Aquila è una delle 48 Costellazioni indicate da Tolomeo, oggi le costellazioni ufficiali sono 88.
Si trova vicino all'Equatore Celeste. Ben osservabile fra giugno e novembre. Nell'emisfero Nord, soprattutto, nei mesi estivi.
Denominata anche Altair, in arabo Aquila, come la sua stella più luminosa, appunto, Altair, dodicesima stella del cielo per luminosità. Dista solo 17 anni luce dal nostro pianeta e se si trovasse al posto del Sole la sua luce sarebbe abbagliante, 10 volte più forte della nostra stella.
Costellazioni confinanti:
Freccia, Ercole, Ofiuco, Serpente, Scudo, Sagittario, Capricorno, Acquario, Delfino.
NEBULOSA DELL'AQUILA.

Costellazioni confinanti da Est in senso orario:lunedì 23 febbraio 2009
L'ala.
sabato 21 febbraio 2009
venerdì 20 febbraio 2009
L'Araba Fenice, simbolo della rinascita.
UCCELLO SACRO DAL MERAVIGLIOSO PIUMAGGIO E DALL'ASPETTO DI UN'AQUILA REALE, VIVEVA PER CINQUECENTO ANNI, ALLO SCADERE DEI QUALI SI COSTRUIVA UN NIDO A FORMA D'UOVO, COMPOSTO DA UN INTRECCIO DI RAMOSCELLI PROFUMATISSIMI: MIRTO, INCENSO, SANDALO, CEDRO, CANNELLA, MIRRA. QUINDI, IVI SI LASCIAVA MORIRE BRUCIATA DAI LEGNI INFUOCATI DAL SOLE, INCANTANDO COL SUO CANTO CHI AVEVA LA FORTUNA D'ASCOLTARLA. POI, DOPO AVER SPRIGIONATO CONSUMANDOSI UN INTENSO PROFUMO, DALLE SUE STESSE CENERI NASCEVA UNA LARVA CHE, SCALDATA DAL SOLE, CRESCEVA IN FRETTA, DIVENENDO UNA NUOVA SPLENDIDA ARABA FENICE.(Inferno XXIV, 107-111)







